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Campi di attività >> Disallineamenti Catastali
Metodologia per il RECUPERO  dei DISALLINEAMENTI CATASTALI
 
E’ da ormai molti anni che la Nuova Indago si occupa di attività inerenti al trattamento di materiale catastale; per conto del Consorzio Agrisian sono stati affrontati e risolti diversi temi di grande interesse come ad esempio il georiferimento in Gauss-Boaga dei fogli catastali, l’acquisizione dei centroidi, la digitalizzazione delle particelle, la creazione di duple e triple digitali , l’aggiornamento del sistema GIS.
Recentemente, la Nuova Indago ha avuto modo di esaminare dei file in formato CXF nell’ambito di uno studio per la risoluzione dei disallineamenti esistenti tra i CXF stessi ed i relativi copioni di visura raster.
A seguito di tale attività, la Nuova Indago S.r.l. ha messo a punto una procedura lavorativa per la risoluzione delle incongruenze fra i dati cartografici vettoriali (CXF) ed i dati censuari del Catasto Terreni. I tipi principali di incongruenze riguardano essenzialmente la presenza nei dati censuari di particelle non presenti nei dati cartografici, la presenza di particelle nei dati cartografici che non trovano riscontro nei dati censuari e particelle registrate al censuario come edificiali che nei dati cartografici sono prive di poligoni di fabbricati.
 
Il flusso lavorativo sviluppato, prevede sostanzialmente 4 fasi:
1         Acquisizione dei dati necessari alla soluzione delle anomalie. In particolare:
·         I dati vettoriali di base e gli elenchi dei disallineamenti da risolvere predisposti da AdT.
·         La scansione a 24 Bit e ad una risoluzione adeguata (>= 200dpi) dei copioni di visura più aggiornati e di eventuali ulteriori dati in formato cartaceo, presso le sedi provinciali del Catasto.
2         Normalizzazione dei dati e risoluzione incongruenze:
·         I diversi dati vengono analizzati per uniformare le codifiche geografiche. Vengono quindi associati e suddivisi a livello di Comune.
·         Tramite software proprietari, i dati raster vengono georiferiti nel sistema di riferimento dei dati vettoriali e quindi, se necessario, sottoposti ad una serie di modifiche geometriche al fine di renderli il più possibile coerenti con i dati CXF. All’occorrenza è possibile operare deformazioni geometriche sui dati vettoriali per adeguarli a quelli raster.
·         In base agli elenchi forniti, si procede con software proprietari, alla modifica dei dati vettoriali, al fine di risolvere, ove possibile, le incongruenze segnalate.
·         Prima dell’archiviazione, ogni foglio CXF è sottoposto ad una procedura automatica di validazione, che segnala e permette la correzione, di eventuali anomalie presenti nei dati vettoriali.
3         I dati elaborati vengono sottoposti a campione a verifiche interne:
·         Verifiche sulla corretta sovrapposizione fra dati vettoriali e dati raster.
·         Verifiche sulla corretta risoluzione da parte dell’operatore delle anomalie segnalate.
·         Verifiche sulla mancata risoluzione da parte dell’operatore delle anomalie segnalate.
4         Consegna dei dati elaborati.
 
Per tutte le fasi che riguardano l’organizzazione ed elaborazione dei dati acquisiti, vengono utilizzati software di produzione interna, sviluppati appositamente dalla Nuova Indago per garantire una soluzione rapida, malleabile ed efficiente alle problematiche sopra descritte. In particolare, si ritiene utile dare una descrizione, anche con l’ausilio di immagini, delle principali funzionalità dei programmi sviluppati.
 
I dati raster privi di parametri di georiferimento, vengono sottoposti ad un primo processo di orientamento ed avvicinamento ai corrispondenti dati vettoriali. Il risultato di questa operazione, è la creazione dei parametri di georiferimento per il foglio in lavorazione. E’ quindi possibile sottoporre il foglio raster ad una prima trasformazione di Helmert, tramite l’individuazione di due coppie omologhe di punti prese sulla diagonale maggiore del foglio. Questo tipo di operazione, che consiste in una roto-traslazione con variazione di scala, permette di migliorare la corrispondenza di massima fra dati raster e vettoriali e di attenuare eventuali deformazioni introdotte dal processo di scansione, con un minimo degrado dell’immagine raster; tale operazione consente una più agevole e precisa individuazione di punti omologhi nelle eventuali trasformazioni successive.
 
Difficilmente la trasformazione di Helmert garantisce un livello di sovrapposizione fra raster e CXF, che rientri nelle tolleranze richieste per procedere con gli step successivi di risoluzione delle anomalie. E’ stato quindi sviluppato un software che permette dei tipi di ricampionamento adatti a ricomporre diverse tipologie di deformazioni o difformità fra dati raster e vettoriali.
In particolare, il programma di ricampionamento raster, permette di applicare 5 diversi tipi di trasformazioni geometriche:
  • Helmert ai minimi quadrati
  • Polinomiale del primo ordine
  • Triangolazione semplice
  • Triangolazione estesa
  • Polinomiale del terzo ordine
Tralasciando le trasformazioni di Helmert e polinomiali, che non necessitano di illustrazioni particolari, si ritiene opportuno invece illustrare l’impiego degli atri tipi di trasformazione.
I due tipi di triangolazione operano scomponendo in maniera ottimale l’immagine in triangoli adiacenti, costruiti in base ai punti omologhi individuati su raster e CXF. Le porzioni di foglio raster che ricadono in un triangolo, subiscono una trasformazione lineare che le adegua geometricamente al triangolo omologo individuato sul file CXF, permettendo la ricomposizione di deformazioni estremamente complesse.
Il programma permette l’uso ripetuto di ognuna di queste metodologie, garantendo un’ottima sovrapposizione fra dato vettoriale e raster.
Il normale flusso operativo del programma, prevede la selezione del foglio raster da lavorare. Il foglio viene automaticamente convertito in immagine monocromatica e visualizzato unitamente al CXF corrispondente.
 
La scelta di visualizzare il raster come immagine monocromatica, permette oltre alla sovrapposizione in trasparenza con altri eventuali layer, anche la restituzione in tempi molto brevi del risultato di ricampionamento rispetto a quelli richiesti per modificare un’immagine a colori. E’ quindi possibile, nell’ottica di una lavorazione massiva, archiviare semplicemente i parametri utilizzati per il ricampionamento di ogni foglio e demandare la trasformazione delle immagini a colori ad un processo batch da avviare nelle ore notturne, con un notevole risparmio di tempo.
Si procede quindi con l’analisi del foglio, per capire quale tipo o sequenza di ricampionamento applicare. In questa fase, è insostituibile l’esperienza dell’operatore, che deve cercare di ottenere il miglior risultato possibile, con il minor numero di passaggi, in quanto ogni trasformazione, provoca un leggero degrado del dato originale. A tale riguardo, la Nuova Indago impiega risorse umane selezionate e formate da tempo, che garantiscono risultati ottimali in tutte le fasi di lavorazione.
 
Normalmente, in situazioni nelle quali gli scostamenti fra raster e vettoriale abbiano un andamento abbastanza omogeneo, l’utilizzo di una trasformazione polinomiale di primo ordine, può portare a risultati soddisfacenti. Nel caso invece, si presentino situazioni nelle quali sono evidenti deformazioni localizzate si rende indispensabile il ricorso ad una triangolazione estesa, che permette di arrivare con un solo passaggio alle tolleranze richieste per questo tipo di lavoro. Ulteriori ricampionamenti, possono sicuramente migliorare la sovrapposizione.
 
Il programma è molto versatile e consente, in caso di risultati non soddisfacenti di una trasformazione, la modifica, aggiunta od eliminazione dei punti utilizzati per il ricampionamento; oltre ai formati CXF e Geotiff, permette la visualizzazione di file DWG, SHP, ECW, JP2, EMP.
Tutte le operazioni descritte per i file raster, con l’esclusione del ricampionamento polinomiale del terzo ordine, sono all’occorrenza applicabili ai file CXF.
 
Una volta ottenuta una sovrapposizione che rientri nelle tolleranze previste per le operazioni successive, è possibile avviare l’utilizzo del programma sviluppato per l’editazione dei file CXF.
 
Una volta selezionato un CXF, questo viene visualizzato in sovrapposizione al corrispondente copione di visura in formato raster e sul pannello riportato nel lato sinistro vengono elencate le anomalie da risolvere per il foglio, suddivise per tipologia. Sul lato destro degli elenchi delle anomalie, è presente una codifica su base cromatica, che indica in tempo reale tutte le operazioni che vengono svolte dall’operatore in relazione alle anomalie stesse.
 
Per le anomalie che riguardano particelle presenti sul file CXF, un click sul record dell’anomalia, porta la visualizzazione sulla particella da verificare. Una volta individuata la particella e la tipologia di intervento da effettuare, l’operatore ha a disposizione diversi strumenti per editare i dati del CXF:
  • Inserimento, eliminazione e modifica dei poligoni.
  • Modifica dei codici delle particelle
  • Inserimento di poligoni e polilinee circolari
  • Unione e divisione di poligoni
  • Inserimento, eliminazione e modifica di linee e polilinee
  • Inserimento, eliminazione e modifica di simboli
  • Inserimento, eliminazione e modifica di testo
 
Tutte le operazioni sui poligoni, sono gestite dal programma in maniera che poligoni adiacenti, abbiano lati e vertici coincidenti, al fine di garantire la continuità delle particelle.
Ogni operazione è annullabile, e sono previsti 10 livelli di ripristino.
Qualora in zone circoscritte non vi sia una sovrapposizione ottimale fra dato raster e vettoriale, o nei casi in cui i dati raster di certe zone siano in scala diversa e disegnati a margine del foglio (sviluppi), il programma permette di ricampionare porzioni limitate di foglio, creando dei file ausiliari da sovrapporre al foglio principale. Il programma permette inoltre, di visualizzare immagini ausiliarie in formato DWG, SHP, ECW, JP2, EMP.
 
Infine, è stata sviluppata una routine di controllo, che verifica la presenza di alcune tipologie di errori che i file CXF originali possono presentare. In particolare, vengono segnalati casi di nomi non univoci di particelle, edifici esterni alla omonima particella, casi di poligoni di edifici duplicati, zone nelle quali è possibile che vi siano sovrapposizioni o spazi vuoti fra particelle contigue nonché poligoni irregolari. Selezionando una delle anomalie segnalate, il programma visualizza la zona da verificare, e per alcune tipologie di errore, permette una correzione automatica. Questa procedura, oltre che a richiesta, viene effettuata in automatico al momento dell’archiviazione del file CXF.

 
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